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2016 - Canto dell’arte incanto dell’uomo

Catturato dalla possibile “Armonia delle Arti “, qui a Scolacium luogo ideale e fisico di fascinazioni, negli anni il Festival ha seguito e conciliato intenzioni e direzioni differenti, nel comune codice della Bellezza.
Oggi, quando ancor più dilagante appare la pluritá di mondi e di senso, piú fortemente avvertiamo l’Arte come un “canto unitario”, congiunzione salvifica di linguaggi talora anche lontani, con cui i cuori e le menti contemporanee assumono ogni forma, ma che nel possibile “incantamento” lascia esplodere un rinnovato umanesimo.
Questa la suggestione che anima lo spirito generale del festival che, a partire da questa sedicesima edizione, ha voluto anche darsi una programmazione più visibilmente strutturata : sei focus artistici, graficamente rappresentati da colori diversi, su temi che saranno l’impegno di Armonie d’Arte per il futuro e che di anno in anno cambieranno solo negli specifici contenuti.
Dunque un Festival che avverte tutta la responsabilità di un ruolo attivamente culturale che guarda all’Arte anche come strumento strategico di dialogo, confronto e sviluppo sociale oltre che di alimento individuale.
Come sempre Armonie d’Arte dedicherà molta attenzione alle proprie produzioni originali, alle esclusive, ai grandi circuiti internazionali come ai giovani di questa terra. Oltre il cartellone tanti progetti speciali e attività collaterali; così il festival si pone come attrattore vero, di profilo alto e di grande energia propulsiva per questa terra di Calabria.

2015 - I viaggi di Erodoto tra musica e muse

I viaggi di Erodoto è tutta la nostra curiosità e desiderio di raccontare umanità diverse. È lo sguardo, come per lo storiografo greco, rivolto ai valori di luoghi e di genti con animo narrativo e volontà viatica; ed è mediterraneità non come rappresentazione puntuale di terre, ma voce di un particolare pathos narrativo.
E quel musica e muse traccia il cammino di Armonied’arte, “bellezza dell’armonia delle arti”, e suggerisce una memoria antica che, d’altronde, è la matrice nobile e poetica dello spirito occidentale.

Armonied’arte, come di consueto, concilierà intenzioni e direzioni differenti nel comune codice di una ricerca di senso e di bellezza, di pensiero e di arte; dunque non una giustapposizione di titoli e nomi per la compilazione di un cartellone variamente orientato, ma scelte con una forte coerenza interna, ascoltando quel filo di congiunzione che è appunto il desiderio di conoscenza, di viaggio e di racconto di mondi e linguaggi nuovi o, in qualche modo, lontani.
Una sezione Grandi Eventi con due protagonisti assoluti della scena internazionale, quasi un dialogo simbolico tra due delle voci più straordinarie del nostro tempo per raccontare terre e spiriti musicali lontani e diversi; una sezione dedicata alla Nuova Creatività Contemporanea con 3 commissioni e produzioni del festival in prima assoluta e che vedono insieme giovani artisti e volti noti del teatro italiano; una sezione Progetti Speciali, con una delle più importanti compagnie italiane di danza per un omaggio all’Oriente di Palmira, e ancora con uno spettacolo per le celebrazioni dantesche in collaborazione con Ravenna Festival e che vede in scena artisti raffinati per un percorso fascinoso tra rime amorose e musica antica; inoltre con
7 Giornate/Evento dedicate al territorio, alla sua identità, ai suoi Beni culturali - artistici e paesaggistici, con seminari, workshop, visite, degustazioni, performance a cura di autorevoli esperti ed importanti enti di respiro nazionale ed internazionale; infine una sezione collaterale alla programmazione istituzionale del festival, una sezione per avvicinare ai luoghi della cultura e della storia un più ampio pubblico e in collaborazione con i maggiori promoter calabresi di musica d’autore italiana.

2014 - Ex antiquitate novum

Ecco il sottotitolo del festival 2014 che quest’ anno, più delle altre edizioni, coniuga classicità e contemporaneità, storia, mito, leggenda, arte e nuove tecnologie, consapevole che nulla si genera dal nulla e nell’ossimoro della discontinua continuità c’è la magia dell’evoluzione, e nel “gnõthi sautón” (Γνῶθι σεαυτόν) la sintesi di storie millenarie.

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