IL FESTIVAL

un festival che cerca senso nell’ ”armonia delle arti”, tra le arti, grazie alle arti. Un’ agorà immateriale dove musica, teatro, danza, natura, leggenda e storia di ieri e di oggi s’intersecano, nel segno della Cultura della Bellezza come valore etico ed estetico, individuale e collettivo, contrasto alle derive, baluardo per ogni barbarie, respiro per ogni futuro.

26 anni 26 edizioni

Se è vero che le persone e l’arte musica posseggono la capacità di trasformare i luoghi come una forza plastica, ARMONIED’ARTEFESTIVAL ha sempre assecondato il fascino incomparabile e archetipico del parco archeologico Scolacium, aggiungendo valore contemporaneo al suo valore intrinseco, con un’attività densa e intensa, nel corso di 26 ANNI di musica, teatro, danza e molto altro ancora.

D’altronde, già il nome del Festival, nella sua plurale accezione, declina la naturale inclinazione del festival verso un’idea complessa di Bellezza, quale positività funzionale e condivisa che, nella possibile intersezione di “diversità” artistiche e culturali, rappresenta un profondo e potente sistema valoriale, espressione di un rinnovato e fecondo umanesimo.

Una strategia culturale che si è scoperta straordinariamente vincente per la valorizzazione di questo Bene culturale, il Parco archeologico Scolacium, luogo di straordinaria suggestione paesaggistica e importante valore monumentale, sito d’eccellenza dell’intera area meridionale; colonia magno graeca, romana, poi insediamento normanno, in un vasto uliveto secolare, su una lieve collina che digrada al mare e ad appena 200 mt in linea d’aria dalla bianca spiaggia ionica, in territorio borgese contiguo al quello del capoluogo di regione; in un’area ad alta vocazione turistica e a 20 minuti da Lamezia Terme, più importante snodo aeroportuale e ferroviario della Calabria.

Chiara Giordano direttore artistico armoniedartefestival

Con la visione del suo ideatore e direttore artistico Chiara Giordano, molte delle impervie sfide iniziali sono state centrate, dall’identità del festival appunto con uno dei siti archeologici più importanti d’Italia, alla capacità di esprimere quindi un brand culturale, e al networking con realtà tra le autorevoli del sistema culturale nazionale ed internazionale (anche attraverso riconoscimenti e reti di festival); una storia di acute programmazioni che hanno incontrato un consenso sempre più unanime e crescente da parte del pubblico, oltre al gradimento entusiastico degli artisti coinvolti.

Per consolidarne la gestione operativa in una più ampia visione di presidio culturale per investire idee ed energie non solo nella performing art ma anche nella gestione dei Beni, oltre che nella formazione e informazione culturale a tutto campo, ad un certo punto stata costituita l’omonima Fondazione e nuove possibilità si affacciano, anche per superare un ultimo periodo estremamente complesso sotto il profilo economico e che ha visto soffrire il management, soprattutto per cause combinate e terze dalla pandemia ad oggi.

La costante è invece rappresentata dall’approccio che integra distribuzione e produzione, repertori consolidati e nuove opere commissionate, grandi artisti internazionali e giovani emergenti, ricerca e formazione, performing art e nuove tecnologie, dimensione culturale e ambiti scientifici, sociali, economici.  E sarà anche rappresentata da luoghi straordinari per valore intrinseco, che hanno già visto negli anni l'emozione e le parole lusinghiere e incoraggianti di Riccardo Muti, Zubin Mehta, Josè Carreras, Lorin Maazel, Svetlana Zacharova, Wayne Shorter, Pat Metheny, Stefano Bollani, Chick Corea, Wynton Marsalis, Gilberto Gil, Lindsay Kemp, Paolo Fresu, Salvatore Accardo, Uto Ughi, Nicola Piovani, David Parson,  Gonzalo Rubalcaba, 2 Cellos, David Garrett, Alessandra Ferri, Carolyn Carlson, Vittorio Grigolo, Aida Garifullina, Richard Galliano, Martha Argerich, Miki Espuma - La Fura Del Baus, Papaioannou, Charles Lloyd, tra moltissimi altri .

Quello posto da ARMONIEDARTEFESTIVAL è d’altronde anche un modello: tradizione ed innovazione non sono in antitesi, al contrario è da un fecondo rapporto dialettico fra di esse, come avrebbe postulato Theodor Adorno, che possono nascere le sfide, non solo artistiche, più nobili ed alte.

Promuovere l’arte e lo spettacolo attraverso un contenitore culturale di questa fattura, capace di mediare fra passato e futuro, e rendere fruibile un luogo di forte significato storico ed ancor più forte impatto emozionale come il Parco di Scolacium, e altri ancora, rilanciando la loro vicenda secolare come un spazio da vivere sotto l’egida della creatività, sperimentazione e ricerca espressiva al più alto livello, costituisce un privilegio enorme.

Ma a ciò si accompagna anche una responsabilità forse ancora maggiore: quella di essere forza propulsiva di un processo che vede le istituzioni, l’impresa, la scuola, le persone, insieme per il futuro sano di questa terra che, nelle pur permanenti contraddizioni e problematiche ancora tipiche del sud italiano e mediterraneo, altresì gode di enormi potenzialità e già di straordinarie bellezze.

Da ARMONIEDARTEFESTIVAL, un festival espanso, si consoliderà allora un pezzo non trascurabile di quel futuro e, con le radici ben piantate in un lucente antico passato, sarà possibile una nuova proficua agorà, per promuovere e consegnare benessere, immateriale e materiale, etico ed estetico, individuale e collettivo.

 

MACRO TEMA : nuove rotte mediterranee.

Linfa e contrappunto, ora chiaro ora velato, mai retorico o didascalico, alla tessitura culturale e artistica del Festival. Se infatti il Sud italiano, la Calabria, è nel cuore del Mediterraneo, allora un Festival avverte tutta la necessità di candidarsi ad essere partecipe di una rinnovata narrazione del Mare Nostrum, affinchè esso sia nuovamente via di approdi e non di sbarchi, su terre di permanenze e non di transiti.

Oggi, più che mai, in una dimensione di umanità e umanesimo necessariamente globale ma che, appunto, si alimentI di radici e identità, radici.

Un Festival che esprima una latitudine geografica ma anche culturale, epicentro artistico in divenire di incontri e di confronti, dove l’internazionalità diventa opportunità e lo scenario globale appaia come una via di mare inclusiva e valorizzativa.

Il Mediterraneo, come nella storia antica ha consentito il dialogo tra le genti, costruendo così le fondamenta solide del mondo occidentale, e ancora oggi crocevia di uomini e destini, può essere nuovamente fucina di idee, di saperi, di creatività, di innovazione, Di un futuro, che sia sostenibile e di benessere individuale e collettivo.

 

DAL MACRO TEMA, NASCONO 3 LINEE TEMATICHE ANNUALI CHE SI SUSSEGUONO DI TRIENNIO IN TRIENNIO.

 

TRANSITI, spostamenti e traiettorie materiali e immateriali, percorsi lungo rotte foriere di positività, incontri, dialoghi, opportunità, nell’indagine del passato come identità, e nel disegno del futuro come spinta propulsiva. Sullo sfondo le antiche e nuove rotte mediterranee e più in generale di mare, come vie di civiltà.

APPRODI, spazi materiali e immateriali di scoperta capace di leggere le opportunità e le specificità di luoghi e di genti diverse, per creare connessioni proattive, creative, innovative. Sullo sfondo le antiche e nuove rotte mediterranee e più in generale di mare, come comun denominatore identitario.

PERMANENZE, volontà di trovare e valorizzare le tracce di percorsi fatti e nel contempo esprimere residenza di persone, idee, creazioni, valori, in una logica di sviluppo e futuro sostenibile, paradigma di civiltà e identità nello spirito di appartenenza allo scenario globale. Sullo sfondo le nuove rotte mediterranee, e più in generale di mare, scenario storico dell'avvicendarsi generazionale occidentale

Ratio artistica del progetto:

Porre in essere un’attività spettacolistica e non solo, stagione della “armonia” tra i luoghi e le attività, tra “classicità” e “contemporaneità”, coniugando codici e tempi diversi, conciliando diversità e contrasti, peraltro tipici dell’identità meridionale.
Come sempre Armonie d’Arte dedicherà molta attenzione alle proprie produzioni originali, alle esclusive, ai grandi circuiti internazionali ma anche ai giovani e agli artisti di questa terra.
Il programma, da quest’anno molto più articolato e ricco, sarà articolato in programma principale, sezioni, progetti speciali, ecc

Ratio culturale del progetto:

Perseguire, attraverso qualità e innovazione, l’integrazione di attori e settori, per una strategia di sviluppo culturale sostenibile, fondamentale per un adeguato percorso di reale politica culturale quale strumento di sviluppo complessivo.
Un Festival che avverte tutta la responsabilità di un ruolo attivamente culturale che guarda all’Arte anche come strumento strategico di dialogo, confronto e sviluppo sociale.
Oltre che con gli spettacoli, attraverso le tante attività collaterali (mostre, reading, conferenze, incontri con intellettuali, visite del sito, degustazioni, premi, stage, campagne per l’ambiente, azioni collegate alla filiera turistica ) si pone come attrattore vero, di profilo alto e di grande energia propulsiva per questa terra di Calabria.

Parole Chiave:

multidisciplinarietà, tematismi, intersezioni, giovani, territorio, distribuzione, produzione, creatività, qualità, solidità, visibilità, credibilità, networking.

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