ARMONIE D’ARTE Network

MITO E TEATRO GRECO NELLO SGUARDO CONTEMPORANEO
RADIO ARGO SUITE
da Oreste di Eschilo

17 luglio 2026 ore 22.00
Orto Botanico
Soverato (CZ)

di Igor Esposito
con Peppino Mazzotta

musiche originali di Massimo Cordovani eseguite dal vivo con Mario Di Bonito
regia Peppino Mazzotta

post produzione live dei suoni a cura di Rosario Acunto
responsabile tecnico Jacopo Andrea Caruso
produzione Teatro Rossosimona

Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2024 come Miglior interprete di monologhi
Premio della Critica ANCT 2024

Radio Argo Suite è una performance per voce e musica, riscrittura dell’Orestea di Eschilo: una coraggiosa impresa drammaturgica, una densa partitura con una forte vocazione libertaria e ribelle che risulta tuttavia, fedele ai materiali classici di riferimento.
Radio Argo Suite è la nuova edizione del fortunato spettacolo che Peppino Mazzotta e Igor Esposito portarono in scena nel 2011: memorabile per chi ebbe la possibilità di vederlo, premiato con numerosi riconoscimenti. Oggi come allora, il nuovo allestimento ha raccolto unanimi consensi sia dal pubblico che dalla critica. Un allestimento – quello attuale – intimo e potente al tempo stesso, rielaborato da Mazzotta con la maturità di oggi e il desiderio di “sottrarre” per arrivare all’essenza delle cose; Igor Esposito ha aggiunto del proprio agli elementi classici della narrazione pur rispettandoli e ha sapientemente composto una partitura non naturalistica che ha l’eco della scrittura classica. Componente essenziale dello spettacolo è la musica di Massimo Cordovani, eseguita dal vivo con Mario Di Bonito, che si fa drammaturgia come un coro del tempo presente.

“Nelle figure degli eroi greci e troiani riecheggiano sinistramente quelle della nostra storia recente – scrive Mazzotta nelle sue note – tiranni in giacca e cravatta e colonnelli perennemente in divisa, accecati da bizzarre ossessioni. Oppressi da tragiche manie che urlano proclami, recitano comizi deliranti, vomitano infernali sentenze attraverso gli altoparlanti di una radio, o gli schermi dei televisori. Responsabili di tragiche decisioni e veri e propri massacri, per motivi discutibili futili tanto quanto la bellezza di una donna. Elena, il cui rapimento da parte del troiano Paride causa l’assedio di Troia, diviene così il simbolo di tutto ciò che il tiranno di ieri e di oggi usa come pretesto e giustificazione per dare libero sfogo alle sue più oscure devianze. Con una prosa decisa e senza mezze misure, Igor Esposito vuole farci dimenticare il linguaggio edulcorato, diluito e politicamente corretto della cronaca contemporanea, tornando ad un parlare franco e appassionato, senza censure né compromessi dettati dal calcolo o dall’interesse. Così facendo, ci fa sentire di nuovo il pericolo della realtà che ogni giorno attraversiamo inconsapevoli, in un processo di smascheramento continuo e inesorabile”.

NOTE
Una voce, sola, catturata da un microfono e lanciata nella notte, vaga di ripetitore in ripetitore alla ricerca di orecchie che vogliano ascoltarla; una voce che riluce, come il fuoco impetuoso e affannato che rimbalzò da Troia fino ad Argo, su valli, colli e montagne, per annunciare il ritorno vittorioso della flotta Greca. Una voce nel cuore della notte, desolata, impotente, che tiene compagnia a chi non riesce a dormire. Una voce che si fa corpo per evocare altre voci e altri corpi.
Una voce lontana, estranea, che diventa pericolosamente vicina e familiare mentre dà sostanza a passioni che sembrano essere le nostre, a inganni che ci assomigliano, a guerre che ci appartengono, a morti che abbiamo pianto, a vendette e sconfitte che abbiamo inflitto e subìto.
Il testo snocciola la sua versione dei fatti attraverso sei testimonianze dirette che, in ordine cronologico e lontane da qualsiasi capriccio di attualizzazione, ripercorrono, le vicende precedenti e successive alla guerra più conosciuta e celebrata della storia dell’umanità: la guerra mossa dagli Achei contro la città di Troia. La prima è quella di Ifigenia, l’ultima quella di Oreste. In mezzo si rincorrono quelle di Egisto, Clitennestra, Agamennone e Cassandra. Sei fantasmi che tornano in vita, che tornano in voce, per spiegarci l’arcano passato da cui veniamo e il tragico presente in cui navighiamo. Tutte le guerre assomigliano a quella che vide Ettore contrapporsi ad Achille. I temi strutturali di ogni conflitto bellico, ripuliti dal rumore caotico della cronaca che confonde, si ritrovano nel racconto di questa antica guerra leggendaria e nel destino degli eroi che la vinsero segnando quello di coloro che la persero. Ora come allora l’innocenza viene sacrificata sull’altare della menzogna, in nome di interessi vergognosi e predatori, mascherati da ideali grandi come la libertà, l’onore e la democrazia. Allora si perseverò nella battaglia, come ora si persevera, fino a che gli anni di guerra non furono abbastanza numerosi da far dimenticare completamente il perché fu ingaggiata.

Peppino Mazzotta

 

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ARMONIE D’ARTE macrotema permanente:
Nuove rotte mediterranee

Declinazione annuale – 2026: APPRODI.

Per questo spettacolo:
Se le rotte mediterranee antiche hanno generato epopee che ancora oggi diventano materia di creatività artistica, è perchè la densità di APPRODI materiali e immateriali, allora come di oggi, è veramente potente, vasta, complessa. Altresì la drammaturgia, allora come oggi, interseca i valori fondativi della psiche; e il teatro, allora come oggi, restituisce l’ipnotica suggestione di un’umanità eterna, di dolore e di amore, di pace e di guerra.

Chiara Giordano

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