ARMONIE D’ARTE NETWORK
MITO E TEATRO GRECO ANTICO
NELLO SGUARDO CONTEMPORANEO
TRILOGIA TRAGICA DEL MITO ANTICO
ANTIGONE da Sofocle,
CASSANDRA da Eschilo,
ELENA da Euripide
nei 2 intervalli, una degustazione su ricettari antichi greci
19 agosto 2026 ore 22.00
Orto Botanico
Soverato (CZ)
ANTIGONE da SOFOCLE
di e con Silvia Priori
Performer Arianna Rolandi
Testo Mario Bianchi
Musiche e testo canzoni Marcello Franzoso
Scene Luigi Bello
Costumi Imperial Center Amman / Giordania
Lighting Design Lorenz Ronchi
Regia Silvia Priori
CASSANDRA da ESCHILO
di e con Silvia Priori
Ancella Arianna Rolandi
Musiche Marcello Franzoso
Scene Luigi Bello
Costumi Maria Barbara De Marco
Testo e regia Silvia Priori
ELENA da EURIPIDE
di e con Silvia Priori
Corpo di danza orientale Selene Franceschini, Barbara Mulas
Regia Silvia Priori, Renata Coluccini
Collaborazione alla Regia Roberto Gerbolès
Musiche Marcello Franzoso
Testi canzoni Alberto Casanova
Scene Luigi Bello
Costumi Maria Barbara De Marco
Con Teatro Blu, Armonie d’Arte realizza una trilogia potente, iconica, profondissima, nella stessa serata, una donna che fa parlare tre donne: uno spettacolo denso e intenso che segna, e nel contempo riconcilia.
ANTIGONE
In una società come quella dell’antica Grecia dove la politica è esclusiva degli uomini, il ruolo di dissidente della giovane donna Antigone si carica di molteplici significati, ed è rimasto anche dopo millenni un esempio sorprendente di complessità e ricchezza drammaturgica. La ribellione di Antigone non riguarda soltanto la sottomissione al re, ma anche il rispetto delle convenzioni sociali che vedevano la donna come sempre sottomessa e rispettosa della volontà dell’uomo.
Creonte trova intollerabile l’opposizione di Antigone non solo perché si contravviene a un suo ordine, ma anche perché a farlo è una donna. In questo senso, le azioni di Antigone potrebbero anche essere considerate un atto di tracotanza. Nel suo ribellarsi però la donna risulta essere una figura meno dirompente di altre eroine, poiché la sua azione non è rivolta a scardinare le leggi su cui si fonda la polis ma solo a tutelare i suoi affetti familiari.
Presentando lo scontro tra privato cittadino e Stato dispotico, l’Antigone è stata spesso vista, in tempi moderni, come una metafora dei diritti del singolo contro gli Stati totalitari. Già in passato il dramma di Sofocle aveva ispirato analoghe tragedie, in cui l’argomento politico è messo in evidenza. Una rilettura contro tutti i regimi oppressivi caratterizzati dal totalitarismo, contro i soprusi di un’autorità ingiusta.
CASSANDRA
Uno spettacolo in cui il teatro danza riflette sulla parità di genere attraverso il mito greco.
In collaborazione con l’Università degli studi dell’Insubria di Varese.
In quanti di noi c’è una Cassandra?
La profetessa inascoltata, la sacerdotessa che per non sottostare al ricatto di apollo non sara’ creduta e nonostante le sue straordinarie capacita’ di vedere oltre, sara’ tacciata di stregoneria, considerata pazza e condannata alla solitudine.
Uno spettacolo denso, ricco di contenuti attuali, di forte impatto emozionale sull’ importanza dell’ascolto, che mostra in maniera chiara e sorprendente la condanna di una donna che vuole parlare con la sua voce. Cassandra è una donna che legge il futuro, vede ciò che inesorabilmente dovrà accadere, avverte il suo popolo, lo consiglia cercando di far avanzare una striscia di luce nell’ oscuro presente ma il suo grido non verrà ascoltato. Sarà derisa, emarginata, tacciata di stregoneria e condannata alla solitudine.
Uno spettacolo sull’ ascolto, o meglio sul NON ascolto, sull’ incapacità di essere ascoltati.
«E’ da lungo tempo che penso a Cassandra mangio, bevo dormo con lei, leggo, studio, ricerco e seguo le sue tracce. Omero, Euripide, Eschilo ma soprattutto Christa Wolf e Wisława Szymborska hanno dato forma e vita alla mia CassandraUn personaggio femminile controverso e così attuale. Lei, una donna, bella, bellissima, magica, dai poteri soprannaturali. Lei, una profetessa di sventure e per questo considerata una strega. Cassandra dice ciò che vede e che dovrà accadere, vede la guerra, la distruzione, lo scorrere del sangue, il lamento delle madri e dei padri, lo sbriciolarsi delle mura e il vento che spazza via tutto. Cerca di portare una striscia di futuro nell’ oscuro presente. Cerca e trova possibili soluzioni all’ apparente inesorabilità degli eventi, invita gli uomini alla prudenza. » Silvia Priori
“Fermatevi finché siete ancora in tempo!”
Ma nessuno la ascolterà, nessuno le crederà, nessuno la seguirà!
Una strega! Una figura maledetta che nessuno vuole avvicinare. Cassandra incute paura e per questo è tenuta lontano ed emarginata. È il destino dei saggi, di coloro che sanno vedere lontano ed oltre, di coloro che riescono a decifrare i presagi sapendoli anticipare.
Quanti di noi sono Cassandra?
“Siate prudenti!” Ci grida.
“Guardatevi dall’ alto delle stelle!”
«Quando nasce un nuovo spettacolo c’è sempre una strana vibrazione nell’ aria e qualcosa si muove dentro, nelle viscere. Cerco la sua voce, quel grido, quel monito, cerco nei suoi sogni, nel suo sguardo premonitore e vedo un orizzonte fragile che sa di azzurro e nero, che canta e grida…e sento una voce, chiara e forte… “siate prudenti!”» Silvia Priori
ELENA
Degrado, abbandono, senso di vuoto e caducità caratterizzano l’aspetto e l’animo della vecchia Elena, che vede scorrere lentamente davanti a sé il ricordo di ricchezze, glorie, invidie e bellezza. Com’è difficile andare incontro alla vecchiaia per colei che era così bella, intatta, provata.
«Non viene più nessuno a trovarmi. Mi sto per scordare le parole…», dice la donna, che ora vive in un’abitazione fatiscente, impregnata di polvere, frutta marcia e ombre.
Chi sarà l’uomo che, lungi dal lasciarla abbandonata a se stessa, torna a farle visita, un’ultima volta, per rievocare tempi ormai lontani?
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ARMONIE D’ARTE macrotema permanente:
Nuove rotte mediterranee
Declinazione annuale – 2026: APPRODI.
Per questo spettacolo:
Quali e quanti approdi possiamo immaginare lungo le antiche rotte mediterranee che hanno coltivato quel patrimonio fondativo della civiltà occidentale che fu la Grecia? Ecco, ogni volta è eredità. E ogni volta un nuovo APPRODO. Ora immateriale sul territorio della creatività contemporanea, certo, ma non meno fecondo.




